Il tempo invernale

Queste considerazioni sono state raccolte da me osservando il tempo degli ultimi 10 anni e le poche notizie che sono riuscito a cogliere sugli anni passati. In proposito non conosco archivi pubblici affidabili: se avete notizie utili, anche per esperienza diretta, sulle condizioni del tempo in passato, potete farmele sapere, grazie.

Il solstizio è intorno al 21 Dicembre, però, spesso, già alla fine di Novembre o al più all'inizio di Dicembre l'inverno climatico è ormai arrivato. La vedi nel cielo quell'alta pressione, la senti una strana stagione, ma a notte la nebbia ti dice d'un fiato che il Dio dell'Inverno è arrivato... canta Guccini. L'anticiclone russo-siberiano arriva a volte molto discretamente, il cielo resta sereno, ma ti accorgi che le temperature vanno giù, anche di molti gradi sotto zero. È normale avere già 5 o 6 gradi negativi di notte. A volte poi l'anticiclone russo si unisce alle nostre latitudini con quello atlantico, formando il cosidetto Asse di Woeikof: continuano a fluire deboli correnti fredde da E, con cielo sereno e incredibilmente stabile, anche per tutta la stagione. Il freddo e il secco quindi sono i veri protagonisti dell'inverno tipo. In pianura in queste circostanze fa ancora più freddo, per l'inversione termica. Si possono raggiungere entro fine Dicembre e per tutto il mese di Gennaio temperature inferiori a -10°C di notte. Se poi il suolo è coperto di neve e la pressione è alta l'inversione termica è così marcata da schiacciare a terra tutta la fredda e quindi pesante umidità, generando la nebbia e numerosi giorni di gelo continuo. In alcune circostanze, da fine novembre a inizio febbraio, con l'alta pressione e venti assenti la temperatura in quota può essere molto gradevole, ma il processo iniziato in pianura non si arresta più: non ci sono moti convettivi e la pressione atmosferica continua a tenere schiacciato in basso il freddo. A questo punto sarebbe bene distinguere tra nebbia e cuscinetto freddo: la nebbia è un processo dovuto alla condensazione dell'aria fredda a diretto contatto con il suolo (il suolo si raffredda più in fretta dell'aria durante la notte). Per cuscinetto freddo si intende solamente la presenza di aria fredda al di sotto di aria più calda (dovuta alla nebbia stessa o a irruzione fredde tipicamente da E che si rovesciano nei bassistrati). In entrambi i casi, in inverno, ciò è indice di calma atmosferica e alte pressioni.

Ma ogni tanto passa un perturbazione atlantica, o si invortica un minimo sul golfo ligure: in genere nevica, ma se le correnti richiamate sono particolarmente calde può piovere dopo un breve transitorio. Può succedere che zone di pianura particolarmente fredde non riescano a scaldarsi come le vicine Alpi, allora nevica mentre più in alto può piovere fino intorno ai 500m di quota, è già successo molte volte.

Tipicamente quando arriva la neve in pianura, difficilmente più di 10-20cm, si mantiene fino a Febbraio grazie all'elevata umidità e al freddo. La neve è molto importante per l'economia della stagione: gli inverni sono caratterizzati da poche precipitazioni e la neve può contrastare la siccità sciogliendosi gradatamente.

Le eccezioni: molto freddo e molto caldo

Una delle beghe degli ultimi inverni è lo scirocco (soffiasse ancora quel vento di scirocco, canta Guccini): porta le tipiche piogge primaverili o autunnali. A volte lo zero termico può alzarsi su fino intorno ai 1500m e oltre, anche partendo da condizioni iniziali di neve in pianura. Le piogge sono abbondanti e possono perdurare per 4-5 giorni. Il caldo si fa sentire soprattutto in quota: questa può essere l'unica circolazione in grado di sciogliere la neve persino nelle chiuse valli non esposte al Sole. In alcune circostanze il riscaldamento in quota non è tale da distruggere il cuscinetto freddo persistente nei bassi strati. Così cade pioggia gelata, o gelantesi al suolo. Questo fenomeno, normale sugli Appennini si sta in questi anni trasferendo anche sulle Alpi, per via del riscaldamento sempre più vigoroso indotto dalle correnti meridionali. Si tratta del gelicidio. Interessante a tal proposito questo ricordo di Francesco Guccini, relativo ad un inverno passato a Pàvana, piccolo centro dell'appennino Tosco-Emiliano:

Fu un inverno terribile. Nevicò a chili e, per di più, si verificò ciò che in italiano si definisce "gelicidio", un fenomeno molto strano in base al quale in alto non c'è abbastanza freddo affinché nevichi, ma gli strati freddi sono tutti al suolo, per cui piove e gela all'istante, caricando tutto di coltri di ghiaccio che, oltre a rendere difficoltose le comunicazioni (i treni si fermano, ad esempio, e le macchine slittano), fanno cadere le linee della luce e del telefono e impediscono anche il riscaldamento...
[M.Cotto, F. Guccini, "Un altro giorno è andato", Giunti]

L'episodio ispirò al cantautore la canzone Black-out, contenuta in Metropolis.

Per ulteriori approfondimenti sul Gelicidio vedere ad esempio l'ottimo articolo di E. Pangallo, M. Ratti presente su Nimbus - Rivista della Società Meteorologica Italiana, n°19/20 (1/2001), pag.31-34.

Ma lo scirocco non porta sempre pioggia: a volte al posto dell'anticiclone russo-siberiano si forma quello sub-tropicale di matrice africana. In questo caso gela difficilmente e il freddo non è sufficiente per sviluppare l'inversione termica che causa la nebbia. Sono inverni asciutti e caldi, tipici quelli dell'inizio e fine degli anni '90.

A volte si parla di freddo polare, ma il gran freddo non viene (quasi) mai da N: le correnti settentrionali sono mitigate dall'Atlantico e dalle Alpi che le bloccano. Anzi, se le correnti sono molto veloci scendendo dalle Alpi si comprimono adiabaticamante aumentando la loro temperatura: è il föhn, un vento caldo, asciutto e carico di elettricità statica. Quando inizia a soffiare questo vento possono esserci sbalzi di decine di gradi in pochi minuti! Si possono raggiungere i 20-25°C di massima. L'aria si fa limpida e pulita, lasciando percepire anche i dettagli più lontani dell'ambiente circostante. Il cielo diventa blu intenso, senza una nuvola o con al più qualche alta nube lenticolare. Le Alpi sembrano invece aggredite sulla linea di frontiera spartiacque da un'imponente barricata di nuvole nere e fumose. È il cosiddetto "muro di föhn": il  maltempo che imperversa sui versanti esteri si interrompe improvvisamente sulla frontiera e le nuvole così nere sembrano meccanicamente bloccate dalla catena alpina, creando un effetto di rara suggestione. L'elettrostaticità  che accompagna fedelmente il föhn pare che possa causare disturbi al sistema nervoso. Questo tipo di tempo è frequente quando si forma la depressione d'Islanda con intensi venti da NO.

Veniamo quindi al vero freddo: quello da E, con il vento di tramontana (usata e semplice, come canta ancora Guccini). È necessaria la presenza dell'anticiclone russo-siberiano, l'unico in grado di convogliare tali correnti dal freddo settore orientale del continente. A volte il flusso è così intenso che le perturbazioni cominciano a scorrere da E a O, con moto retrogrado rispetto al flusso zonale da O a E. Questa volta le Alpi bloccano le correnti sul lato italiano: è lo stau. Soprattutto sul Piemonte occidentale il cielo resta nuvoloso con deboli, ma diffuse e persistenti nevicate. Le temperature possono non superare i -4°C di giorno, mentre di notte si possono raggiungere -6/-7° con neve.
Se il freddo è ancora più intenso e persistente il vento prende il nome di Buran, per indicarne la provenienza dalle steppe russe: a Torino si sono raggiunti i -25°C nel 1956.