Una giornata d'ottobre, con l'autunno. La nebbia è arrivata.
I boschi non ti regalano più fragoline e lamponi; gli ultimi
doni sono i faticosi funghi e a fine ottobre le castagne. Il
grigio ti ha portato via l'estate, le grandi piccole ascensioni,
le arrampicate, le calde pareti. L'autunno spegne i colori,
allontana ciò che è stato. Altre sensazioni, altre prospettive
apre l'autunno. Forse richiama un poco la neve dell'inverno, il
gelo della stagione fredda, quando le montagne si coprono del
brillante manto di neve.
Ma è ancora presto. L'autunno riempie di grigio e
tranquillità. Se lo ascolti bene, in un attimo di nebbia, lo
comprendi. L'autunno infatti è tranquillità. È
ora di tirare fiato e lasciarti andare. Di stare semplicemente
ad ascoltare con un po' di quieta nostalgia la nuova stagione.
Ed ogni tanto è bello lasciarti andare alla più completa
tranquillità. Nessuna fretta, signori, parla la nebbia.
La nebbia avvolge tutto. Penetra ovunque. Morbida, ma
ineluttabile, si posa sui prati, s'insinua tra i rami degli
alberi e nel respiro della montagna. Sale sui pendii privandone
la visibilità con il suo avancorpo bianco, rende tutto ovattato
e irriconoscibile. Poi, d'improvviso, scompare, lascia la
pioggia o una lucida nitidezza sugli alberi. E quindi risale,
continuando il gioco con la montagna. Qua e là sui crinali si
disegnano frange e ciuffi di nebbia, in continua evoluzione.
Quando arriva la nebbia, guardi la montagna con occhi
diversi. Ora puoi distinguere tutte le sinuosità che la nebbia
svela e rivela con i suoi lenti movimenti. Quelli che
normalmente sono espluvi e picchi appiattiti dalla prospettiva,
per un attimo appaiono in evidenza. Per un attimo stanno lì
raggianti di fronte alla tua vista, veri protagonisti ora che il
resto del monte dorme nel grigio del cielo. Poi, così come sono
apparsi, anche i nuovi profili scompaiono nella nebbia.
A volte la nebbia abbraccia solo le creste sommitali dello
spartiacque, le massaggia con bianche goccioline d'acqua. Altre
volte, invece, staziona nel basso della valle, per poi salire
all'improvviso con un muro compatto e incombente.
Anche se pare fermare il tempo, pure la nebbia prima o poi se ne andrà.
La montagna tornerà
l'abituale ospite per arrampicare, salire in vetta, guardare
lontano. Ma non ora. Ora sai che scatterai qualche foto e poi
tornerai a casa, a prendere il the, gustandolo lentamente come
fa la nebbia con i prati.
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