11 Agosto 1999

Una sofferta e meravigliosa osservazione nel Salisburghese

Circa due anni fa mi accorgo del fenomeno dell'11 agosto 1999 così vicino all'Italia. Finalmente la possibilità di osservare un'eclissi totale di Sole, uno spettacolo per me completamente sconosciuto. Quando ho realizzato questa pagina mi sono accontentato di riportare le circostanze di Torino, sottovalutando la reale portata del fenomeno, e cioè che un'eclissi di Sole parziale, fosse anche al 99%, non ha nulla da condividere con la totalità completa.

Io, mio fratello e all'ultimo momento anche mia mamma che ancora ricorda il fenomeno del '61, decidiamo di partire per la zona della totalità. In questo caso la piena occultazione non è poi così lontana: i posti più vicini sono Monaco e Salisburgo. Optiamo per la seconda, in modo da trascorrere anche qualche giorno nel meraviglioso paesaggio austriaco. Ma per entrambe le città le statistiche danno solo un 50% circa di probabilità di cielo sereno durante lo svolgimento del fenomeno. Sono dati piuttosto preoccupanti, ma l'alternativa è andare molto più lontano, in Ungheria o addirittura in Turchia. Invece a Salisburgo possiamo recarci in auto e portare il telescopio. Quella di recarci con lo strumento è un'occasione assolutamente unica, non tanto per l'osservazione, quanto per scattare con comodità una decina di fotografie. Certo la focale è un po' lunga (1280mm), ma l'LX200 è molto stabile e insegue bene, così possiamo dedicare alle foto il minor tempo possibile senza la preoccupazione che qualcosa vada male (il sole che esce dal campo inquadrato quando si toglie il filtro...). Dopo una decina di ore di viaggio (per fortuna siamo in due a guidare) il telescopio può scollimarsi, ma per fortuna non è andata così...

Partiamo nella notte tra il 9 e il 10, destinazione Vöcklabruck, vicino al lago di Attersee nel salisburghese. Nei pressi dell'abitato si erge una collinetta che domina tutta la pianura verso Ovest: il luogo ideale da cui osservare l'eclissi e montare il telescopio. Il 10 agosto piove intensamente tutto il giorno. Mai vista così tanta acqua. Solo la sera si placa e il cielo schiarisce: le previsioni danno qualche speranza.

Il mattino dell'11 è tutto sereno, ma alle 9  nubi scurissime irrompono veloci da Ovest. Montiamo lo stesso il telescopio, ma come se non bastasse esce anche un forte maestrale. Il filtro in mylar prende il volo, schiantandosi lì vicino sull'asfalto. Per fortuna non si rompe, lo risistemiamo con maggior cura. Solo episodicamente esce il Sole, che rispetto ai giorni passati mostra meno macchie. Alle 11h18' circa, l'istante del primo contatto, la stella è oscurata dalle nubi, ma come d'abitudine esce ogni tanto a mostrarsi. Scattiamo qualche foto. Verso mezzogiorno le nubi prendono possesso stabile del cielo, il vento si placa, alcune rondini volano basse, inizia a piovere. Bisogna coprire il telescopio. La pioggia non insiste, sprazzi di sereno consentono al Sole di illuminare solo la collina vicina, per più di mezz'ora sopra di noi resta coperto. A circa 5 minuti dalla totalità una schiarita sembra avanzare da Ovest. Intanto la luce comincia a diminuire facendosi più indefinita, diffusa. A questo punto si verifica un inatteso straordinario spettacolo: con il Sole eclissato al 95% circa, le nubi che lo circondano assumono toni sfumati color oro-rame intenso, mentre quelle all'orizzonte Ovest diventano rosse. Il Sole è ormai sgombro dalle nubi, e c'è ancora tempo per ricentrare il quadro, fare una foto e prepararsi a togliere il filtro. Questo è un momento molto delicato: se lo si leva troppo presto si cuoce l'obiettivo, se lo si leva troppo tardi si perdono i grani di Baily e l'inizio della totalità. Per sicurezza non ho guardato nella fotocamera in quegli istanti (la fotosfera acceca fino a quando non è del tutto eclissata). Abbiamo levato il filtro quando si scorgevano solo più qualche punto luminoso e una sottilissima falce discontinua. Quindi ho scattato alcune pose a 1/3000,1/4000, 1/1500. Forse era già uscita la corona quando ho scattato 1/90,1/350,1/20. In piena totalità ho scattato tre volte con i tempi 1/3,1/6,0"7. Secondo le specifiche Nasa quest'ultimo tempo dovrebbe darmi una corona di 4 raggi solari, più che sufficiente per il campo inquadrato.

Negli ultimi trenta secondi precedenti il secondo contatto si verificano così tanti meravigliosi cambiamenti che è davvero difficile descriverli con cura e in modo adeguato. Come dopo il  tramonto il cielo diventa scuro, ma improvvisamente e percepibilmente, a partire però dal Sole e non dall'orizzonte, che invece resta chiaro (non so da quale orizzonte sfumasse la luce dice una canzone di DeAndré...) . Le rondini smettono di volare già prima di tutto questo. È già quasi buio un momento prima che compaia la corona. Quest'ultimo istante mi sembra improvviso: la luce scende ancora quasi di colpo e del tutto, e istantaneamente, quando già guardo da pochi secondi il Sole appare la corona con Venere lì vicino smisuratamente brillante, più di come si vede di sera o al mattino. Nient'altro: il resto del cielo è nuvoloso. Solo all'orizzonte Ovest le nubi sono di un rosso incredibile. È notte: si intravvedono solo i contorni, come in un plenilunio. Rispetto a questo il cielo è però molto più scuro, con pochissima luce, meno diffusa, ma più contrastata, come durante il crepuscolo avanzato. Irreale, non esistono paragoni appropriati. Il cielo è decisamente notturno, mentre ai lati sembra l'alba, quasi come se le leggi della diffusione si fossero prese una breve vacanza. La corona è luminosissima, regolare, molto ben stagliata sul cielo blu-scuro, quasi nero. Le luci del paese si accendono tutte. Il disco del Sole è perfettamente nero, l'unica luce proviene dalla corona e dall'orizzonte. La temperatura non è diminuita molto, al massimo di un paio di gradi.

Non penso di aver speso più di 40-50" per fare le foto, scattate in apnea e a memoria secondo la scaletta, immerso in tutto quel divenire. È proprio vero che i secondi scorrono più veloci in quegli istanti. La totalità si esaurisce in un attimo. Rapito dallo spettacolo non ho neanche guardato nel telescopio o nel cannocchiale per vedere eventuali protuberanze. Subito li ho evitati per timore, magari è troppo presto, poi non mi è neanche più passato per la testa. Con l'anello di diamante, che mi ero perso nella prima fase, la luminosità è tornata improvvisa, allo stesso modo sono scomparsi la corona e Venere. Pochi secondi dopo il terzo contatto sono ritornati velocemente la luce e il paesaggio normale. Per quanto ci abbia fatto caso non ho visto ombre volanti, neanche lungo le pareti delle case. Forse non ho guardato nei secondi giusti. Forse ho anche guardato il Sole quando non dovevo: ad esempio l'anello di diamante l'ho visto senza filtro. Mi piacerebbe sapere se qualcuno ha guardato l'orologio e ha distolto lo sguardo qualche secondo prima...

Dopo il terzo contatto il cielo si ricopre tutto, ma riesco ancora a strappare una foto al 95% circa. Curiosamente siamo gli ultimi ad abbandonare l'osservazione: la maggior parte delle persone considera chiuso lo spettacolo al terzo contatto, così come si presenta solo per il secondo. Non che abbiano tutti i torti, anche perchè il cielo spesso minaccia pioggia. Desistiamo anche noi: inizia per la seconda volta a piovere e il cielo si chiude uniformemente. Niente quarto contatto, quindi, ma non mi sento di reclamare per questo visto come si erano messe le cose in precedenza.

È proprio vero: mi sento di confermarlo anch'io, dopo quanto ho visto, vigorosamente: è meglio rischiare di non vedere un'elissi totale che vederne una al 99%. Certo una parzialità così rilevante è di notevole interesse per gli appassionati, come può essere un'eclissi totale di Luna. Ma una di Sole, totale, sconvolge l'ambiente fino a diventare meravigliosa e incredibile per chiunque, anche per la persona più indifferente del pianeta. E lascia un ricordo indelebile.


 10:32 UT Copertura massima, coordinate di TorinoOccultazione massima da Torino, alle 12h32'  


Fotografare l'eclissi: i consigli di Emiliano Mazzoni.

Le fotografie

Nota importante

L'unica eclissi totale di Sole in Italia in questo secolo è stata il 15 febbraio 1961. Per ulteriori dettagli sull'argomento vedi le pagine dell'osservatorio Schiaparelli.

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